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Gianlu's Space

Organ for passion... organ for life!...
August 07

Addio...

E pensare che poco più di due mesi fa, quando la tua, la nostra adorata nonna Piera ci ha lasciati, eri tu a venire da noi, per sentire abbracci calorosi da parte di chi in quel momento così difficile ti stava vicina. Ci abbracciavi, e dicevi “Nonna Piera..., la nostra nonna Piera non c'è più, non è più con noi”. Singhiozzavi. Le ricordiamo bene quelle lacrime; lacrime di chi ha perso la mamma, di chi ha perso il punto di riferimento e sente il disperato bisogno di aggrapparsi a qualcosa, a qualcuno, che forse nemmeno esiste più. Ricordiamo bene le sere del Rosario al mese di Maggio, quando con calma e pazienza – specie negli ultimi tempi in cui era presente anche lei - accompagnavi la tua mamma a sedere, in chiesa, per la recita delle preghiere. Vi sentivamo pregare, insieme, l'una accanto all'altra; le parole dette contemporaneamente, all'unisono. Eravate così simili. E chissà quante volte in questi due mesi avrai pensato e ripensato a questi ed altri momenti. Ma la tua forza d'animo non ti ha abbandonata nel momento del bisogno. Sei andata avanti, continuando a vivere seppur con quel dolore per te nuovo e così insopportabile. Riuscivamo a intravederti ultimamente, con la tua bicicletta mentre ti dirigevi verso la chiesa. Già. La chiesa con “a capo” proprio il tuo caro fratellone Gian Piero; sì, perchè secondo noi eravate i due più inseparabili, e sempre lo sarete. Magari sistemavi meglio un vaso, spazzavi un po' il cortile, o aggiungevi un po' d'acqua ai fiori, quei fiori che la tua cara mamma per tanti anni ha gelosamente curato. E poi via.
Sappiamo che ora il tuo pensiero è rivolto ai tuoi cari, alla tua famiglia, e in modo particolare a Gian Piero: stai tranquilla, gli staremo noi vicino. Sempre.

 

E' strano.

L'ultima volta che ti ho incontrata è stato proprio in S. Evasio, un non lontano sabato pomeriggio. Terminata la messa prefestiva ci siamo ritrovati fuori dalla porta della sacristia. Ti ricordasti di aver incontrato la mia nonna, qualche mattina prima, e di averle promesso di farle avere al più presto un ricordino di nonna Piera. Ti impegnasti di chiederne uno a Gian Piero, che gentilmente mi porse.

E' strano.

Sabato sera passato, al concerto del Gruppo Vocale e Strumentale, proprio mentre cantavamo, tu eri “sotto i ferri”, venivi operata. E sai, quel concerto – in fondo – era per te; per nonna Piera e per te. Cantando ho pregato, abbiamo pregato che tutto andasse per il meglio.

E' strano.

Ci siamo ritrovati con don Gian Piero dopo il concerto. Era felice. L'operazione era andata a buon fine. Festeggiavamo, bevevamo, ridevamo.

E' strano.

Oggi, tre giorni dopo quella sera, passeggio per la città, e sulle affissioni c'è un manifesto con una croce, con scritto il tuo nome in grande.

E' strano.

Ci hai lasciati così presto, senza preavviso. Così. “Dall'oggi al domani”.


Ma di una cosa possiamo consolarci: ora tu sei con la tua mamma, il dolore di quella perdita è cessato, e siamo sicuri che insieme vi godrete la vita eterna. Sì, è così. E' questa la realtà, e anche se ora il dolore è così forte per noi, lo accetteremo, ed è insieme a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti, ai parrocchiani, ai tuoi famigliari ed amici, che ti diciamo:


GRAZIE DI CUORE, RENATA.

TI ABBIAMO VOLUTO BENE,

SEMPRE TE NE VORREMO...



Gianluca (& Co.)

 

August 05

Organo Vegezzi-Bossi; Cattedrale S. Giusto, Susa (TO)

 

Per la serie "A volte ritornano" Animoticon, vorrei presentare l'organo della Cattedrale di S. Giusto, in Susa (TO). E' su questo Vegezzi-Bossi che ho eseguito il saggio di fine anno, questo giugno.

E' stato costruito da Carlo Vegezzi-Bossi - al quale si attribuisce il merito per il Grand'Organo e parte del pedale (1916) - e dal fratello Francesco, che ha aggiunto l'Organo Espressivo nel 1932/4. Di recente, più precisamente nel 2000, è stato restaurato da Italo Marzi & figli, di Pogno (NO).

Lo strumento è ubicato in cantoria, sopra la porta d'ingresso entro cassa del 1809; la facciata presenta - suddivisa in 3 campate a cuspide - canne di Principale 8'.

Due tastiere di 58 note e una pedaliera di 27, danno anima alle oltre 1600 canne, azionate da 3 mantici a lanterna e da una trasmissione pneumatica a leva Barker. Di seguito, la composizione fonica:



I Grand'Organo


Pieno Acuto [XXIX-XXXIII-XXXVI]

Pieno Grave [XIX-XXII-XXVI]

Decimaquinta 2 p.

Duodecima 2 2/3 p.

Ottava 4 p.

Flauto Armonico 4 p.

Unda Maris 8 p.

Flauto Traverso 8 p.

Salizionale 8 p.

Dulciana 8 p.

Principalino 8 p.

Principale 8 p.

Principale 16 p.

Tromba 8 p.

II Espressivo


Corale 8 p.

Oboe 8 p.

Eufonio 8 p.

Bordone 8 p.

Viola Gamba 8 p.

Concerto Viole 8 p.

Flauto a Camino 4 p.

Eolina 4 p.


Pedale


Contrabbasso 16 p.

Subbasso 16 p.

Ottava 8 p.

Bordone 8 p.

Bombarda 16 p.


Unioni: I/P; II/P; II/I; Subottava II/I; Superottava II/I; Superottava I.

Pistoncini al I: Annullatori Ripieno, Principale 16', Combinazioni fisse (PP, P, MF, F, Tutt'organo), Annullatori.

Pistoncini al II: Cambio al Pedale, Combinazioni fisse (PP, P, MF,Concerto Viole), Annullatori fisse, Tremolo.

Pedaletti: I/P, II/P, II/I, Ripieno, Tromba, Gran Forte

Staffe: Crescendo e Espressione

In allegato, una fotografia del prospetto, e in Windows Media Player si può ascoltare una registrazione dello strumento.

Alla prossima! Animoticon

December 24

Auguri!

Quanto tempo che non scrivo più sul blog, ma si sa, gli impegni sono sempre tanti. Purtroppo è successo ciò che temevo, che lo avrei trascurato un po'. Spero, con l'anno nuovo, di riuscire a curarlo un po' di più, tra gli altri impegni, la scuola, l'organo... E già che ci sono auguro a tutti un buonissimo Natale; ovunque voi siate spero che possiate divertirvi con i vostri cari. E ai miei amici organisti, auguro anche buona fortuna, perchè so quanto loro che questo è uno dei periodi critici, un po' incasinati . Un saluto a tutti, allora, e
BUONE FESTE!!!
November 21

Organo Santuario S. Rita - Torino

Bentornati!  Oggi si torna al nord, dalle parti dove abito, con un organo torinese. Ubicato nel Santuario di S. Rita, in Torino, quest’organo si compone di 53 registri reali, 4 tastiere manuali di 58 note, una pedaliera concavo-radiale di 32 note, e ben 3804 canne in totale. Il prospetto ricorda un po’ quello (quasi) tipico degli organi Formentelli, probabilmente per via delle ance poste in vista orizzontalmente; ma è stata la ditta organaria Gustavo ZANIN a dargli la vita. Inoltre, lo strumento dispone di pistoncini e pedaletti per gli accoppiamenti e le Combinazioni Aggiustabili - Annullatori ance - Staffe per Crescendo generale e Espressione III Manuale, ed ha una trasmissione meccanica per i tasti e i pedali, elettrica per i registri e gli accoppiamenti. Composizione fonica e immagini non possono certo mancare…

I Manuale GRAND'ORGANO

1. Principale 16’

8. Flauto 8’

2. Principale 8’

9. Flauto a cuspide 4’

3. Ottava 4’

10. Cornetto 3 file (2 2/3’-2-2 3/5’)

4. Duodecima 2 2/3’

11. Flauto 8’

5. Decimaquinta 2’

12. Tromba 8’

6. Ripieno 6 file (1 1/3’)

13. Tromba 4’

7. Cimbalo 3 file (1/2’)

 

II Manuale POSITIVO

14. Principale 8’

19. Flauto a camino 4’

15. Prestante 4’

20. Larigot 1 1/3’

16. Decimaquinta 2’

21. Sesquialtera 2 file (XIX-XXIV)

17. Scharf 4 file (1)

22. Cromorno 8’

18. Bordone 8’

Tremolo

III Manuale RECITATIVO-ESPRESSIVO

23. Diapason 8’

32. Settima 1 1/7’

24. Principale 4’

33. Viola di Gamba 8’

25. Miztur 5 file (2)

34. Voce celeste 8’

26. Quintadena 16’

35. Fagotto 16’

27. Corno di notte 8’

36. Tromba armonica 8’

28. Flauto Armonico 4’

37. Oboe 8’

29. Nazardo 2 2/3’

38. Chiarina 4’

30. Silvestre 2’

Tremolo

31. Terza I 3/5’

 

IV Manuale SOLO

39. Tromba reale 16’

 41. Clarin fluerte 4’ (orizzontale)

40. Trombetta de batalla 8’ (orizzontale)

 42. Regale 8’ (orizzontale)

PEDALE

43. Contrabbasso 16’

49. Bordone 8’

44. Basso 8’

50. Controfagotto 32’

45. Ottava 4’

51. Bombarda 16’

46. Ripeno grave 3 file (2 2/3’)

52. Trombone 8’

47. Ripieno acuto 3 file (1 1/3’)

53. Clarone 4’

48. Subbasso 16’

 

ACCOPPIAMENTI

Ped-I

II-IV

Ped-II

Acuta I-I

Ped-III

Acuta I-III

Ped-IV

Acuta I-IV

I-II

Acuta III-III

I-III

Acuta IV-IV

I-IV

Grave I

II-III

Grave III

 

 

Un saluto e alla prossima!

Ciao

 

November 09

Organo Cattedrale di Palermo

Salveee!  Nuovo intervento nuovo organo... E questa volta mi sento di omaggiare i miei cari amici siciliani, organisti e non... eh eh! L'organo in questione è situato nella Cattedrale di Palermo; a dire il vero non so moltissimo su questo strumento, ma è per questo che, per farmi perdonare, non credo che sarà l'unico organo che prenderò in considerazione per quanto riguarda la Sicilia . Questo strumento si presenta strutturalmente in 2 distinti corpi d'organo, ed è composto da 4 tastiere manuali (61 note) e pedaliera (32 note), e di 56 registri reali. Qui di seguito, come d'abitudine è riportata la composizione fonica e in basso vi sono 2 fotografie dei rispettivi corpi d'organo + una della consolle.
 

GRAND’ORGANO

1.      Principale 16’

2.      Principale 8’

3.      Principale forte 8’

4.      Flauto armonico 8’

5.      Dulciana 8’

6.      Ottava 4’

7.      Principalino 4’

8.      Duodecima 2  2/3

9.      Decimaquinta 2’

10.  Ripieno 3 file

11.  Ripieno 6 file

12. Tromba 16'

13.  Tromba 8’

14.  Clarone 4’

15.  Unda maris 8’

POSITIVO

16.  Bordoncino 16’

17.  Principalino 8’

18.  Bordone 8’

19.  Salicionale 8’

20.  Flauto ottavino 4’

21.  Flauto in XII 2  2/3

22.  Terza di nazardo 1  3/5

23.  Ottavino 2’

24.  Cornetto combinato

25.  Tromba armonica 8’

Tremolo

RECITATIVO

26.  Controgamba 16’

27.  Viola 8’

28.  Eufonio 8’

29.  Corno camoscio 8’

30.  Fugara 4’

31.  Sesquialtera 2  2/3

32.  Coro viole 4 file

33.  Oboe  8’

34.  Corno francese 8’

35.  Campane

Tremolo

 

 

 

 

 

 

 

ECO

36.  Eolina 8’

37.  Corno di notte 8’

38.  Flauto orchestrale 8’

39.  Flauto camino 4’

40.  Eolina 4’

41.  Armonia eterea 3 file

42.  Voce celeste 8’

43.  Voci corali (Ancia) 8'

44.  Cromorno 8’

45.  Campane

Tremolo

PEDALE

46.  Acustico 32’

47.  Contrabbasso 16’

48.  Subbasso 16’

49.  Violone 16’

50.  Basso 8’

51.  Bordone 8’

52.  Violoncello 8’

53.  Ottava 4’

54.  Flauto 4’

55. Bombarda 16'

56. Trombone 8’

Campane

 

 
Un ringraziamento a Marco per aver gentilmente donato le sue fotografie... E se per caso, qualcuno avesse qualcosa da aggiungere o correggere perchè più informato è gentilmente tenuto a dirlo, grazie...
E ora, un saluto e...
Alla prossima!
 
 
October 30

Organo Chiesa di Santa Galla (Roma)

E finalmente, dopo un lungo periodo di assenza dovuto al computer, sono di nuovo qui per parlare di organi… Quello di oggi, è un Formentelli situato nella chiesa di Santa Galla a Roma. Prende vita nel 1967, ma è a Roma solo dal 1985, e due anni fa è stato sottoposto all’opera di restauro; grazie a ciò, il “nuovo” organo dispone di 80 registri (anziché 42), 4 tastiere manuali (anziché 3) e la pedaliera. Il suo prospetto si presenta piuttosto irregolare e con canne di Viejos 8’, Clarin 4’ e Tromba 8’ in facciata. Qui di seguito la disposizione fonica dopo il restauro e in basso 2 immagini (rispettivamente dopo e prima del restauro).

Ci si vede! Alla prossima!

Ciao

 

 

Grand'Organo

 

Positivo

 

Recitativo

 

Bombarda

 

Pedale

 

1. Principale
2. Corno di caccia s.
3. Principale
4. Flauto
5. Viola
6. Voce Umana s.
7. Ottava
8. Czakan s.
9. XII
10. Cornetto Chinese II
11. XV
12. Ottavino s.
13. XIX
14. XXII
15. XXVI – XXIX
16. XXXIII – XXXVI
17. Tromba s.
18. Corno Inglese s.
19. Viejos

20. Fagotto/Tromba
21. Clarin

22. Violoncello b.

16'
16'
8'
8'
8'
8'
4'
4'
2
2/3'

2
2/3' 2'
2'
1
1/3'

1'
2/3'
1/2'
16'
16'
16'
8'
8'
4'

1. Principalino
2. Bordone
3. Salicionale
4. Voce Angelica s.
5. Ottava
6. Flauto in VIII
7. Flauto in XII
8. XV
9. Flauto in XV
10. Flauto in XVII
11. XIX
12. Larigot
13. XXII
14. Piccolo
15. XXIV
16. XXVI – XXIX
17. Trompette
18. Cromorne
19. Cornetto 3 file

 

Tremolo dolce
Ventile

8'
8'
8'
8'
4'
4'
2
2/3'

2'
2'
1
3/5'
11/3'

1
1/3' 1'
1'
4/5'

8'
8'
2
2/3'

1. Bordone
2. Bordone
3. Flauto armonico
4. Gamba
5. Voce Celeste
6. Prestant
7. Flauto
8. Gran Terza
9. Nazardo
10. Sesquialtera
11. Doublette
12. Quarta di Nazardo
13. Terza
14. Ripieno 5 file
15. Fagotto
16. Fagotto/Oboe
17. Tromba
18. Voix Humaine
19. Clarone

 

Tremolo forte

16'
8'
8'
8'
8'
4'
4'
3
1/5'

2
2/3'
2
2/3'
2'
2'
1
3/5'

16'
8'
8'
8'
4'

1. Principale
2. Ottava
3. Ripieno 4 file
4. Bombarda
5. 1
a
Tromba
6. 2a Tromba
7. Gran Cromorno
8. Clarone

9. Gran Cornetto 5 file

 

Usignolo 4 canne

8'
4'
2
2/3'
16'
8'


8'
8'
4'

1. Flauto
2. Bordone
3. Quinta
4. Flauto
5. Bordone
6. Flauto
7. Ripieno 6 file
8. Trombone
9. Bombarda
10. Tromba
11. Clarone

16'
16'
10
2/3'

8'
8'
4'

24'
16'
8'
4'

October 08

Problemi tecnici :(

Salve a tutti!! E' un po' di tempo che non mi faccio + sentire sul blog... Ma è per seri motivi, diciamo tecnici. Prometto che non appena riuscirò a risolvere qualche problemino ricomincerò a riempire il blog con altri organi. Alla prossima, spero il prima possibile!
Ciao
September 14

Organo Chiesa S. Pio da Pietralcina a S. Giovanni Rotondo (Fg)

Quale sarà l'organo di oggi? Beh, il titolo parla da solo, per chi sa di quale organo sto parlando...: è proprio lui, il "Pinchi" alloggiato nella nuova chiesa dedicata a S.Pio da Pietralcina. Con i suoi appena 2 anni di vita, questo poderoso strumento dispone di ben 78 registri complessivi, ed di un innovativo sistema che consente di escludere il tiro meccanico della seconda tastiera per inserire una leva pneumatica la quale rendendo il secondo manuale, anche con tutte le sue unioni, estremamente leggero e sensibile al tocco consente la corretta esecuzione di tutto il repertorio romantico-sinfonico. Che dire poi delle caratteristiche strutturali: del tutto originali, basti pensare che il progetto architettonico è ad opera dell'arch. Renzo Piano, oltre che di Guido Pinchi... Insomma: da vedere! E per noi organisti: da suonare! (sé, magariii!...) Qui di seguito la composizione fonica e 2 immagini... Alla prossima!
Ciao ciao!!

Positivo

I° Manuale

1. Principale 8'
2. Ottava 4'
3. Ottava 2'
4. Scharf III-V
5. Sesquialtera II
6. Bordone 8'
7. Quintadena 8'
8. Flauto cam. 4'
9. Nazardo 2 2/3'
10. Flauto 2'
11. Flauto 1 3/5'
12. Larigot 1 1/3'
13. Cromorno 8'
14. Regale 8'
      Tremolo

Positivo Italiano

15. Principale '
16. Ottava 4'
17. XV 2'
18. XIX 1 1/3'
19. XXII 1'
20. Voce umana 8'

 

Grand'Organo

II° Manuale

21. Principale 16'
22. Ottava 8'
23. Gran quinta 5 1/3'
24. Ottava 4'
25. Terza 3 1/5'
26. Quinta 2 2/3'
27. Superottava 2'
28. Mistura V / VI
29. Cimbalo III
30. Quintadena 16'
31. Flauto 8'
32. Flauto cusp. 4'
33. Viola gamba 8'
34. Tromba 16'
35. Tromba 8'
36. Tromba 4'

Recitativo

III° Manuale

37. Principale 8'
38. Ottava 4'
39. Progr. Arm. I-VI
40. Bordone 16'
41. Cor de nuit 8'
42. Flauto 8'
43. Flauto arm. 4'
44. Nazardo 2 2/3'
45. Ottavino 2'
46. Terza 1 3/5'
47. Piccolo 1'
48. Viola 8'
49. Celeste II 8'
50. Fagotto 16'
51. Tromba arm. 8'
52. Oboe 8'
53. Clarone arm. 4'
      Tremolo

 

Solo

IV° Manuale

54. Montre 8'+ 4'
55. Cimbalo III-VI
56. Flauto arm. 8'
57. Flauto II 8'
58. Flagioletto 2'
59. Cornetto V
60. Tuba 8'
61. Clarinetto 8'
62. Voce corale 8'
      Tremolo

 

Pedale

63. Principale 32'
64. Principale 16'
65. Basso 8'
66. Basso corale 4'
67. Mistura VI
68. Bordone 32'
69. Subbasso 16'
70. Bordone 8'
71. Cornettone IV

 

 

 

 

72. Violone 16'
73. Violoncello 8'
74. C.Bombarda 32'
75. Bombarda 16'
76. Trombone 16'
77. Tromba 8'

78. Clarone dolce 4'

 

Unioni

 

IV - I
III - I

I - II
III - II
IV - II 

I - Ped.
II - Ped.
III - Ped.
IV - Ped. 

 

 

- Organo a quattro manuali di 61 note Do-do e pedale di 32 note Do-sol.
- Trasmissione puramente meccanica di tipo "sospesa" per i quattro manuali.

- Trasmissione meccanica per il pedale.


September 11

Un po' di teoria... (parte 3°)

 

Salve gente!! Premettendo che oggi è il primo giorno di scuola dopo le vacanze…, vi enuncio la terza parte della teoria sull’organo!!... Come già detto ci saranno consolle e tecniche di trasmissione. Quindi, con questa parte, credo di aver spiegato tutto ciò che generalmente c’è da sapere su questo strumento, ma se qualcosa non è chiaro o semplicemente volete saperne di più, chiedete pure!!

Ma ora passiamo alla spiegazione della consolle: essa è la centrale dell’organo, cioè la parte dello strumento nella quale vi sono tutti i comandi su cui agisce l’organista (tastiere, pedaliera, registri, pistoni, pedaletti, ecc.).

Le tastiere (denominate anche manuali) hanno generalmente 5 ottave (61 tasti, dal Do n.1 al Do n.6) e possono essere di numero variabile: da una, a sei o addirittura sette.

Ai lati delle tastiere (o più raramente nel frontale, sopra di esse) vi si trovano i registri, che comandano le corrispondenti file di canne. La forma di questi ultimi, può presentarsi in diversi modi: a placchetta reversibile (come gli interruttori della luce), a linguetta, a pomello, a manetta con incastro, ecc.

Alla base della consolle vi si trova la pedaliera, che è una vera e propria tastiera, con tasti costituiti da lunghe stecche di legno, e che ad essa vi sono collegate le canne più grosse dello strumento: i bassi. La pedaliera viene suonata dall’organista, con il tacco e la punta dei piedi: questa affermazione potrebbe sembrare umoristica e denigrante, ma se osserviamo un esecutore mentre suona, ci rendiamo conto che essa svolge una funzione molto importante (queste parti sono visibili anche nelle fig. A del precedente articolo).

La pedaliera, inoltre,  con l’evoluzione della letteratura organistica nel corso dei secoli, dall’iniziale semplice compito di tenere premuti i tasti delle note più gravi della tastiera, è arrivata a svolgere delle parti musicali propriamente sue, con una partitura ben definita. A conferma di ciò, se analizziamo uno spartito di musica per organo, notiamo che i pentagrammi sono riuniti a gruppi di tre (invece che due, come quelli del pianoforte): uno riguarda la mano destra (quello superiore) un altro per la mano sinistra (quello in mezzo) ed infine uno per la pedaliera (quello inferiore) (fig. 1). 

Ed ora qualche accenno sulle tecniche di trasmissione. Fino alla seconda metà del 1800, tutti gli organi esistenti nel mondo avevano un fattore in comune: erano tutti a trasmissione ‘meccanica’.

Questo significava che l’apertura delle valvole di immissione dell’aria nelle canne era azionata da fili di ferro (o listelli di legno) collegati alle tastiere ed alla pedaliera. Il vantaggio più importante consisteva nel fatto che questo sistema di trasmissione dava la possibilità (all’esecutore veramente esperto) di poter controllare l’apertura delle valvole in modo graduale o in modo istantaneo, premendo più o meno velocemente i tasti (cosa impossibile per tutti gli altri sistemi di trasmissione, come vedremo in seguito).

Il problema più grave invece era determinato dalla durezza dei tasti che aumentava a mano, a mano che l’organo aumentava di dimensioni. Questo problema costringeva i costruttori ad escogitaresistemi di contrappesi atti a bilanciare il peso delle trasmissioni stesse, in modo che fosse meno faticoso suonare quegli strumenti.

Un altro problema era costituito dal fatto che la consolle, per logiche motivazioni tecniche, era inserita a diretto contatto del corpo fonico: ciò è un considerevole vantaggio per l’uso concertistico, ma non lo è affatto per l’uso liturgico (in quanto l’organista si trova molto distante dalle assemblee, durante le Funzioni).

Verso la seconda metà del 1800 comparvero i primi organi con trasmissione pneumatica, costituita da tubicini, che collegavano i tasti alle valvole di immissione dell’aria nelle canne: premendo un tasto si faceva entrare in pressione l’aria all’interno del relativo tubicino, in modo che essa svolgeva la funzione di servocomando per l’azionamento dell’apertura della valvola a cui il tubo era collegato. Questo tipo di trasmissione comportava alcuni vantaggi, ma anche dei gravi ed irrisolvibili problemi, che ne determinarono la quasi immediata decadenza. Il vantaggio maggiore era costituito dal fatto che non era più necessario premere con forza i tasti, in quanto il tocco era divenuto leggerissimo; si potevano suonare quindi organi di grandi dimensioni senza usare la minima fatica.

Un altro vantaggio era derivato dalla possibilità di installare la consolle relativamente lontana dalle canne, in modo che l’organista poteva trovarsi più vicino all’assemblea. Per contro, la trasmissione pneumatica comportava un gravissimo problema: il ritardo di attacco, dovuto al tempo che l’aria impiegava per entrare in pressione (e quindi ad azionare l’apertura delle valvole sotto le canne): questo rendeva decisamente problematica l’esecuzione di brani molto veloci. Un altro serio problema era derivato dal fatto che questo tipo di organi necessitava di frequenti riparazioni: se si verificavano perdite d’aria, poteva accadere che alcune parti dello strumento rimanessero mute o, peggio ancora, si mettessero a suonare da sole (trasuoni).

Il sistema di trasmissione pneumatica venne utilizzato per pochi decenni, anche perchè, all’inizio di questo secolo, con l’avvento dell’elettricità si pensò ad applicarla all’organo: ebbe origine così la trasmissione elettrica. Essa è costituita da fasci di sottili fili di rame isolato, nei quali scorre una corrente a bassa tensione (da 12 a 15 Volt circa) che fa scattare i relè (‘elettromagneti’) agganciati fisicamente ai tiranti delle valvole poste sotto le canne.

Con quest’ultimo sistema si potevano unire i vantaggi del sistema meccanico (immediatezza d’attacco) e di quello pneumatico (dolcezza di tocco). Inoltre, con l’avvento della trasmissione elettrica, si sono potuti realizzare dei congegni (di notevole aiuto all’organista) che prima erano impensabili:

Circuiti di memorizzazione delle combinazioni di registri (che permettono di modificare con rapidità le combinazioni timbriche)

Raddoppi gravi ed acuti delle ottave (in modo che si possono ottenere effetti particolari e soprattutto un consistente aumento della potenza sonora nei forti)

La possibilità di spostare a piacimento la consolle (grazie alla flessibilità del cavo di collegamento tra la consolle e le canne)

Purtroppo l’unico punto negativo della trasmissione elettrica lo si identifica nel fatto che, nonostante abbia assoluta immediatezza d’attacco, non permette di dosare la gradualità di apertura delle valvole di immissione dell’aria nelle canne (prerogativa unica degli organi a trasmissione meccanica). Per ovviare a questo inconveniente, ultimamente, si costruiscono anche organi ai quale viene applicata la trasmissione meccanica alle tastiere ed alla pedaliera, mentre viene applicata quella elettrica ai registri ed ai congegni di comando (pistoncini, pedaletti, combinazioni aggiustabili e fisse, ecc.).

L’ultima generazione di organi a trasmissione elettrica si avvale anche dell’ausilio di interfacce elettroniche Midi, in modo che tutti i movimenti vengono controllati e gestiti da un computer.

 

In definitiva, vorrei lasciare un piccolo specchietto riassuntivo con le note di base riguardanti l’organo:

  • L’organo è uno strumento aerofono a tastiera
  • E’ stato inventato nel III° secolo a.C. da Ctesibio di Alessandria d’Egitto
  • Ha subìto un’evoluzione storico-tecnica differenziata tra i vari Paesi Europei
  • E’ composto da elettroventola, mantici, canne, somieri, consolle e trasmissione

- Il suo funzionamento è determinato dalla seguente successione di azioni:

  • L’elettroventola genera l’aria e la invia ai mantici
  • I mantici stabilizzano l’aria alla giusta pressione, e la trasmettono ai somieri
  • I somieri distribuiscono l’aria alle canne, nel modo voluto dall’organista
  • La trasmissione, azionata dalle tastiere, comanda l’apertura delle valvole immissione dell’aria nelle canne

 

E con questo direi che è davvero tutto (almeno per ora!...). Dimenticavo una precisazione che mi ha fatto notare Alberto, un organista come me. Nell’articolo precedente, in uno schema sui tipi di canne, la canna-registro del tipo “Voce Umana”, è erroneamente classificata come un’ancia: in realtà, come appunto detto da Alberto, questo registro, italiano, non è ad ancia, come invece lo è per esempio quello francese “Voix Humaine”.

 

Ok!! Ora, scuola permettendo, ricomincerò con la “classifica” degli organi italiani...

Alla prossima!!

Ciao!!

September 08

Un po' di teoria... (parte 2°)

 

Ed eccoci alla seconda parte della teoria sull’organo!! Come promesso, oggi vi illustrerò le parti che lo compongono… In fig. A ecco un immagine di un organo, così come lo possiamo vedere ad una prima occhiata… Ma ben si sa che l’organo è uno strumento assai complesso, perciò andremo a descriverlo meglio nelle sue componenti principali:

ELETTROVENTOLA – MANTICI – SOMIERI – CANNE – CONSOLLE - TRASMISSIONE  (fig. 1 )

 Iniziamo con l’ELETTROVENTOLA: è una grande ventola azionata da un motore elettrico: girando vorticosamente, produce l’aria necessaria allo strumento per suonare (fig. 2 ). Anticamente, prima dell’avvento dell’energia elettrica, l’aria era generata da una serie di mantici di pompaggio manovrati manualmente da persone incaricate per questo compito: i ‘tiramantici’.

 I MANTICI sono dei grossi ‘soffietti’ (come quelli che si potevano vedere nelle vecchie officine dei fabbri) che hanno il compito di immagazzinare l’aria, inviata loro dall’elettroventola, e di stabilizzarla alla giusta pressione determinata in fase di costruzione dello strumento. La loro forma è generalmente di due tipi: a cuneo (con movimento con fulcro laterale) o a lanterna (a movimento verticale) (fig. 3 e 4).

 I SOMIERI sono dei grandi cassoni in legno, chiusi ermeticamente, in cui nella parte superiore vi sono dei fori dove vengono infilate le canne (fig. 5 ); si può quindi dire che i somieri fungono da basamento per le canne. Essi hanno il compito di distribuire l’aria (inviata loro dai mantici) alle canne, nella maniera desiderata dall’organista. Ciò è possibile perchè al loro interno ci sono dei meccanismi che permettono di far suonare solamente quelle file di canne che l’esecutore ha programmato; per comprendere meglio: se in un somiere vi sono 5 file di canne (es. Flauto, Viola, Tromba, Clarino e Oboe) si può scegliere di far suonare solo quelle Viola e Oboe, e far rimanere mute le altre. Perché tutto ciò avvenga senza problemi, è comprensibile che i somieri debbano essere costruiti con la massima precisione e con legno molto bene stagionato: la più lieve deformazione ne compromette il funzionamento, dando luogo ai tanto temuti ‘trasuoni’.

Le CANNE sono ‘tubi’ di forme e materiali più disparati e costituiscono il corpo fonico, quindi la parte più importante dello strumento. La lunghezza determina l’altezza delle note emesse, mentre il timbro è determinato dal diametro (largo: timbro dolce / stretto: timbro aspro), dalla forma (cilindrica: timbro aperto / strozzata: timbro nasale) e dal materiale (metallo: timbro chiaro / legno: timbro cupo). Una fila di canne uguali tra loro determina un REGISTRO. Per quanto concerne la lunghezza, basta considerare che più le canne sono alte, più il suono è grave (e viceversa). Ad esempio: in un grande organo vi sono delle file di canne che raggiungono i 20 mt. d’altezza, che riproducono frequenze subsoniche (all’ordine di soli 8 Hz) che corrispondono al registro ContraProfondo 64’ (da leggersi 64 piedi, in quanto, per convenzione internazionale, come unità di misura dell’altezza delle canne viene utilizzato il piede inglese - simboleggiato da un apostrofo a fianco del numero - che corrisponde a 33 cm. circa; fanno eccezione solo gli organi costruiti in Paesi di dominazione spagnola, che in genere utilizzano il palmo, equivalente a 20 cm. circa). Le canne possono appartenere alla famiglia delle LABIALI, cioè quelle più comuni, che poco al di sopra della loro base, hanno un taglio trasversale da cui esce il suono (ad esempio Flauto), ed alla famiglia delle ANCE, che si presentano generalmente come un lungo cono rovesciato alla cui base (all’interno dell’imboccatura, o piede) vi è inserita una làmina vibrante, in ottone: l’ancia (ad esempio Tromba, Oboe). In questo caso, essendo la làmina a generare il suono, la canna ha solo lo scopo di amplificare, come una cassa armonica; volendo, si potrebbe togliere la tuba (o corpo) ma il suono che ne risulterebbe, sarebbe mediocre e di scarsa potenza. Quest’ultimo tipo di registri è il più potente di tutti quelli dello strumento, ma sono soggetti ad un fastidioso inconveniente: si stonano molto frequentemente.

Alcuni esempi di canne-registri sono rappresentati in fig. 6 .

Considerazioni importanti: un organo necessita di un gran numero di canne, perché ognuna riproduce un solo ed unico suono (e non un altro). Esempio: una canna di Flauto non può emettere anche il suono di una Viola, né quello di una Tromba, né quello di un Ottavino. Pertanto, più sono numerose le file di canne, più lo strumento è ricco di combinazioni timbriche e (di conseguenza) più lo strumento è grande.

Il numero di canne non è limitato a quelle che si vedono nella tribuna di facciata (come spesso ingenuamente credono coloro che non conoscono l’organo): addirittura talvolta le canne di mostra sono mute! Esse adempiono a due compiti molto importanti:

Riparare dalla polvere le canne vere, in quanto la polvere e l’umidità sono i peggiori nemici per l’organo

Funzione estetica, in quanto le canne vere sono disposte con un ordine tecnico, dettato da esigenze costruttive

 

Ok, credo che fin qui possa bastare, credo che sia già abastanza complicato!!! No, beh, scherzi a parte spero sia abbastanza chiaro!!!... La prossima volta riprenderemo da qui, quindi ci saranno consolle e trasmissione....

Alla prossima!!!! Ciao!!

 

Gianluca

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